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ICARO - Non ti Scordar di Me, Capitolo III

Non ti Scordar di Me è una storia in tre parti (Non ti Scordar di Me, La Sposa, Icaro), con protagonista e fashion stylist Federico, iniziata nel 2017 a Manfredonia, in Puglia, e terminata nel 2019.
La trilogia è intesa come un'Odissea che l’Io intraprende per definire il Sé, compiendo un rituale intimo, ciclico e spirituale. Questa storia, affrontata con un punto di vista personale, ha un significato universale, e si orchestra come un percorso che facciamo alla scoperta della nostra Persona, tra confini e nuove scoperte, ricordi e desideri, simboli e archetipi, sfidando i limiti dell’inesorabile cambiamento.
Mediante un’introspezione sul legame tra identità personale e il significato della mascolinità nel contemporaneo, si indaga l’unicità e la diversità che contraddistinguono ognuno di noi: una traccia sul proprio corpo. Rimanendo sempre fedeli a se stessi, è importante affrontare il proprio Viaggio dell’Eroe con passione, gentilezza e coraggio, pronti ad abbracciare ciò che ci attende tra il Crepuscolo e l’Alba, per sorgere infine. In quel momento, guarderemo al nostro viaggio con orgoglio e diremo, ricordando a noi stessi: “Mio caro, ovunque andrai, non ti scordar di me”.


Created in August 2019

ICARO
“Il Sole ancora alto non è. Solo una luce lieve intorno a me, che confina i contorni delle cose.
Rituali avvolgono il mio corpo. Mai sia il fine ultimo la stabilità, nasco per mutare.
Tutto ciò che è provvisorio, provvede a non essere mai uguale a sé stesso.
È la mia vita provvisoria, provvisoria è la nostra?
La vulnerabilità è forza, se condivisa.
Un ardore di creazione accende un fuoco nella pietra.
Luce nelle ombre del corpo.
Quando penso al mistero della Notte, immagino il mistero della nascita.
Tutto è stella. Io stacco i piedi, trascinato dalle ali. Trascendo.
Dirò a lorsignori che mi trasformo.
Volare sul mondo. I confini non si vedono più.
Conosco la Verità. Il Cielo è l’unico Limite.
Raggiungo l’Altrove e le mie ali non si sciolgono, mi spingono lontano. Sono degno.
Le nuvole si diradano, veli che cadono.
Salto nel vuoto. Una tempesta di desideri.
Mi lascio cadere nell’Acqua, facendomi cullare dolcemente dalle onde: io non mi abbandono, mi trasformo.
Guardo la Luna al crepuscolo, sussurro: “Lasciami prendere l’ultimo respiro”.
Scelgo questo.
Non è più tempo di levigare. È tempo di osare.
Sono un corpo fatto di sogni.
Sono ali che trascinano.
Sono il soffio del vento che impollina la vita.
Dice il poeta: ho abbracciato l’alba d’estate.”

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